Contratti firmati, promesse senza soldi: i ricorsi promossi da ITAMIL danno fastidio. Altre sigle schierano “soubrette-sirene” in abiti attillati per vendere sogni.

C'è chi, davanti a un contratto giudicato insufficiente, ha scelto la firma. E chi ha chiesto di aspettare, protestare e provare a ottenere più risorse. Poi ci sono le fotografie con le autorità: fanno sempre una bella figura. Sugli stipendi, però, non bastano.
ITAMIL aveva chiesto di non firmare in fretta il rinnovo 2025–2027: aspettare la legge di bilancio, di manifestare tutti insieme in piazza insieme e fare pressione sul Governo. La firma è arrivata. Noi abbiamo scelto di non sottoscrivere un accordo che giudichiamo insufficiente e di continuare a contestarne le conseguenze. Le promesse presentate come grandi risultati, da sole, non aumentano il potere d'acquisto del personale.
Ai dirigenti avevamo rivolto un avvertimento analogo: non accontentatevi dell'una tantum. Anche per loro, le sigle che li rappresentano hanno firmato subito. Ma mentre qualcuno posava per la foto, nei tribunali si discuteva di come calcolare gli adeguamenti stipendiali dei magistrati.
Il Consiglio di Stato, con le sentenze n. 6003 e 6004 del 9 luglio 2025, ha stabilito che il metodo di calcolo degli adeguamenti andava rivisto. Il TAR del Lazio ha poi annullato, con la sentenza n. 14271 del 14 agosto 2026, gli atti relativi all'adeguamento 2021–2023, disponendo un nuovo calcolo. Le cifre circolate in questi giorni — fino a circa 100 mila euro — sono stime lorde che comprendono arretrati e aumenti futuri e variano in base al ruolo e all'anzianità: non significa che ogni magistrato riceverà quella somma netta sul conto.
ITAMIL ha promosso un'iniziativa legale per chiedere che un criterio analogo venga valutato anche per la dirigenza militare. Un noto sindacato interforze ha sollevato dubbi sul ricorso. Ma se la strada è davvero priva di fondamento, saranno i giudici a dirlo. Intanto la domanda resta: perché criticare chi prova a far valere le proprie ragioni in tribunale?
Nessuno può promettere la vittoria. I giudici decidono, i ricorsi si possono vincere o perdere e le sentenze sui magistrati non si trasferiscono automaticamente ad altre categorie. Proprio per questo servono argomenti giuridici e una decisione del tribunale, non una bocciatura preventiva affidata a una dichiarazione.
ITAMIL ha inoltre promosso ricorsi sugli adeguamenti stipendiali del contratto 2022–2024, registrati al TAR Lazio e in attesa del seguito processuale. Finora, questi ricorsi non sono stati dichiarati irricevibili. Saranno i giudici a valutarne il merito.
Una firma si fa in una giornata. Recuperare il potere d'acquisto richiede risorse, scelte e responsabilità. Chi preferisce la fotografia alla battaglia legale è libero di farlo; poi, però, dovrà rispondere dei risultati.
E poi c'è il capitolo delle immagini. In ITAMIL non servono donne in abiti attillati e pose sensuali per spiegare perché altri hanno firmato e quali promesse siano state fatte senza risorse certe. Abbiamo rispetto delle donne soldato: le nostre dirigenti guidano sezioni e ricoprono ruoli importanti. Non sono comparse né soubrette, ma sindacaliste che lavorano e si assumono responsabilità.
Neppure vendiamo fascino: abbiamo donne e uomini preparati e leali, pronti a spiegare perché non abbiamo firmato, perché abbiamo scelto la piazza e perché manteniamo posizioni scomode, senza allinearci al Governo di turno. Abbiamo portato avanti anche iniziative legali: non ci limitiamo ai comunicati stampa. A nostro giudizio, i fatti stanno dando ragione alle nostre scelte; sui ricorsi, naturalmente, saranno i giudici a pronunciarsi.
Sappiamo che i ricorsi comportano rischi e non promettiamo vittorie. Ma se si rinuncia a ogni iniziativa per paura di perdere, restano soltanto proteste e video sui social. Noi continuiamo a lottare in tutti i campi.
Adesso tocca a voi scegliere con coraggio: revocate l'adesione alle sigle che, secondo noi, vi hanno illuso e si sono appiattite sul potere di turno. Scegliete un sindacato che mette in campo proteste, proposte e ricorsi.
Il coraggio di scegliere ITAMIL.
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