Contratto 2025-2027: non c'era alcuna fretta di firmare “ prenderemo meno di 100 euro nel 2027" ecco le nostre previsioni grado per grado.

Cinque sindacali su quattordici presenti nel comparto Difesa hanno deciso di sottoscrivere il contratto per il triennio 2025-2027.
Una scelta che, a nostro avviso, è stata prematura e che oggi merita una riflessione alla luce degli importi orientativi che il personale militare percepirà.
Nel 2025 e nel 2026 gli incrementi economici saranno, mediamente, pari a circa un euro al giorno, mentre gli aumenti a regime decorreranno soltanto nel 2027.
Anche allora, secondo le stime orientative elaborate sugli importi disponibili, nessun grado e nessuna categoria raggiungeranno i 100 euro netti mensili.
Gli importi orientativi indicano aumenti che oscillano tra circa 58 e 86 euro netti mensili, cifre che difficilmente possono compensare la perdita del potere d'acquisto maturata negli ultimi anni a causa dell'inflazione e dell'aumento del costo della vita.
Un ulteriore aspetto che merita attenzione riguarda la pressione fiscale.
Con l'aumentare del grado, dell'anzianità di servizio e della retribuzione complessiva, cresce generalmente anche l'incidenza dell'imposizione fiscale e delle addizionali. Di conseguenza, una parte dell'aumento contrattuale viene assorbita dal prelievo fiscale, riducendo il beneficio economico effettivamente percepito in busta paga.
Per questo motivo, anche laddove l'incremento lordo risulti più elevato, l'importo netto disponibile può essere significativamente inferiore, con effetti particolarmente evidenti per il personale con maggiore anzianità di servizio e posizioni economiche più elevate.
A tutto questo si aggiunge una questione di principio. Da anni si parla di riconoscere la specificità della professione militare, ma quando si affrontano temi come indennità, previdenza e valorizzazione economica, questo riconoscimento continua a essere limitato.
Al contrario, la specificità viene richiamata con rigore quando si tratta di disciplina, limitazioni ai diritti, obblighi di servizio e, sempre più spesso, anche negli aspetti riguardanti la sicurezza sul lavoro.
Per queste ragioni riteniamo che non vi fosse alcuna urgenza di sottoscrivere il contratto, considerato che gli effetti economici principali decorreranno comunque nel 2027, lasciando il tempo necessario per proseguire il confronto e tentare di ottenere condizioni economiche più favorevoli per il personale.
Nel frattempo si continua a parlare di nuove risorse, di legge di bilancio e di ulteriori interventi economici.
I militari, tuttavia, attendono fatti concreti e non annunci. Il potere d'acquisto continua a diminuire e la distanza tra il costo della vita e gli aumenti retributivi rimane significativa.
ITAMIL ha scelto una strada diversa. Non ha firmato il contratto, ha espresso pubblicamente le proprie perplessità e ha partecipato alla manifestazione nazionale, sostenendo la necessità di un rinnovo contrattuale che garantisse una reale tutela del potere d'acquisto, della previdenza, delle indennità e della dignità professionale del personale militare.
Il confronto sindacale non termina con una firma. Prosegue attraverso il dialogo, le proposte, il confronto istituzionale e la partecipazione dei lavoratori.
Noi non abbiamo firmato il contratto.
Noi siamo andati in piazza.
Abbiamo fatto la nostra parte.
Adesso serve un'azione sindacale coraggiosa.
Unisciti alla lotta per la tutela dei diritti del personale militare
www.itamil.it�
