I FIRMATARI DEL CONTRATTO 25/27 SI LIMITANO ALLE PROMESSE? I NON FIRMATARI PASSANO ALL' AZIONE "PORTANDO LA VOCE DEL PERSONALE ALL' INTERNO DEL PARLAMENTO"

Sicurezza e Difesa, cinque sigle chiedono alla politica una riforma strutturale del comparto (Conferenza stampa alla Camera dei Deputati).
Dopo la manifestazione nazionale del 18 luglio 2026 a Roma, le organizzazioni NSC, USAMI, SINAFI, ITAMIL e SILMM, che dichiarano di rappresentare complessivamente oltre 20.000 militari, hanno elaborato il "Patto per la Sicurezza e la Difesa dei Cittadini", rivolgendosi direttamente alla politica per denunciare un disagio economico, previdenziale e professionale ormai considerato collettivo.
Il documento sostiene che l'attuale sistema contrattuale non riesca più a tutelare adeguatamente il potere d'acquisto e finisca per mettere in competizione aumenti stipendiali e risorse necessarie a finanziare operatività e indennità. Le sigle chiedono quindi risorse statali dedicate alla specificità del comparto, senza sottrarle agli incrementi destinati alle retribuzioni.
La proposta di riforma si sviluppa su quattro grandi pilastri: revisione del sistema economico e negoziale; nuovo sistema previdenziale integrato; rafforzamento dell'agibilità e delle tutele sindacali dei militari; maggiore tutela della salute e della sicurezza sul lavoro.
Tra le proposte centrali figura la separazione delle risorse destinate al recupero dell'inflazione e alla tutela dello stipendio da quelle, autonome e aggiuntive, destinate a finanziare indennità, straordinari e altri istituti legati alla specificità e all'operatività. Sul fronte pensionistico viene proposto un sistema integrato che affianchi alla previdenza complementare una "previdenza compensativa di specificità", pensata anche per il personale che, secondo il documento, ha subito gli effetti del mancato avvio della previdenza complementare per oltre trent'anni.
Il messaggio rivolto al Governo e al Parlamento è chiaro: il personale non chiede privilegi, ma dignità economica, equità previdenziale, maggiori tutele e il pieno riconoscimento della specificità di chi opera quotidianamente al servizio della sicurezza e della difesa del Paese.
