ITAMIL AL 40° CONGRESSO DEL SIAP: DAL MINISTERO DELL’INTERNO E DALLA POLIZIA DI STATO UN ESEMPIO DI CONFRONTO E PARTECIPAZIONE CHE MANCA ALLA DIFESA E ALL’ESERCITO.

Rimini, 30 settembre 2026 – Una delegazione di ITAMIL Esercito, composta da Stefano De Rosa, Patrizio Bongiovanni e Francesco Parola, ha partecipato agli Stati Generali organizzati dal SIAP nell’anno del quarantesimo anniversario della sua fondazione. Ai lavori hanno preso parte il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, il ministro per la Pubblica Amministrazione Paolo Zangrillo e il capo della Polizia Vittorio Pisani..
ITAMIL ringrazia il segretario generale del SIAP, Giuseppe Tiani, per l’invito. L’incontro ha offerto alle organizzazioni sindacali l’occasione di confrontarsi pubblicamente con rappresentanti del Governo e con i vertici della Polizia di Stato. È questo il metodo di partecipazione che ITAMIL chiede anche al Ministero della Difesa e all’Esercito.
«Le autorità politiche e militari della Difesa declinano troppo spesso gli inviti agli eventi sindacali. Abbiamo inoltre la percezione che, in ambito Esercito, la partecipazione istituzionale ad alcune iniziative cambi a seconda della sigla che le organizza. Chiediamo una presenza aperta a tutte le rappresentanze e la disponibilità ad ascoltare anche le posizioni più critiche».
Secondo quanto riferito dalla delegazione ITAMIL, nel corso dei lavori Giuseppe Tiani ha ricordato la vicenda di Girolamo Foti, già segretario generale di ITAMIL Esercito. Foti è stato sospeso dal servizio per una critica rivolta, durante il rinnovo contrattuale 2022–2024, al ministro della Difesa Guido Crosetto e al suo consigliere, il generale in pensione Domenico Rossi. Alla sospensione è seguita, per effetto delle norme sulle cariche sindacali militari, la perdita della carica elettiva affidatagli dagli iscritti.
Per ITAMIL, il caso Foti mostra quanto sia urgente rafforzare le tutele della rappresentanza militare. «Un dirigente sindacale deve poter esprimere critiche sulle scelte politiche e contrattuali. Riteniamo ingiusto che un provvedimento disciplinare possa privare gli iscritti del rappresentante che hanno eletto. Questa parte della legge n. 46 del 2022 deve essere cambiata».
Il rinnovo contrattuale 2025–2027 ha visto nove delle quattordici sigle rappresentative delle Forze armate scegliere di non firmare, tra queste ITAMIL. La decisione di ciascuna organizzazione ha le proprie ragioni; secondo ITAMIL, un confronto istituzionale più aperto è necessario anche per affrontare la sfiducia emersa durante le trattative.
«A Rimini abbiamo visto ministri, vertici dell’Amministrazione e sindacati discutere nello stesso luogo, davanti al personale che rappresentano. Chiediamo alla Difesa e all’Esercito la stessa disponibilità al confronto: sui salari, sulle pensioni, sulla specificità del servizio e sui diritti sindacali.
La partecipazione non deve dipendere da quanto una voce sia gradita alle istituzioni».
