ITAMIL ESERCITO: PER COLPA DELLE SIGLE SINDACALI CHE HANNO FIRMATO IL CONTRATTO 2025–2027, I SALARI NON RECUPERANO IL POTERE D’ACQUISTO. PENSIONI E SPECIFICITÀ? IL DEFICIT AL 3,1% SMONTA LE PROMESSE! 

26.09.2026

L'inflazione si è mangiata una parte consistente dei salari degli italiani. Il potere d'acquisto ha subito una perdita di circa il 10%, come evidenziato dall'analisi economica pubblicata da la Repubblica.<br>Contemporaneamente, il Corriere della Sera del 22 settembre riporta un altro dato che pesa sulle prospettive economiche del Paese: il deficit italiano del 2025 si è attestato al 3,1% del PIL, oltre la soglia europea del 3%, impedendo l'uscita anticipata dell'Italia dalla procedura per deficit eccessivo. Due questioni strettamente collegate che confermano le preoccupazioni espresse da ITAMIL ESERCITO durante le trattative contrattuali.Da una parte, salari che non recuperano il potere d'acquisto perduto. Dall'altra, promesse governative sulla previdenza e sulla specificità che devono confrontarsi con una situazione di finanza pubblica sempre più vincolante.E allora la domanda è semplice: chi ha firmato il contratto 2025–2027, confidando nelle promesse del Governo, oggi cosa racconta ai propri iscritti? CHI HA FIRMATO IL CONTRATTO SI ASSUMA LA RESPONSABILITÀ DEL PEGGIORAMENTO DEL POTERE D'ACQUISTO! ITAMIL ESERCITO ha scelto di non sottoscrivere i contratti 2022–2024 e 2025–2027 perché ha ritenuto insufficienti le risorse economiche rispetto all'aumento del costo della vita e alle legittime aspettative del personale. Una scelta precisa, assunta per non avallare accordi che, secondo le nostre valutazioni, non restituiscono ai militari il valore reale delle retribuzioni perdute negli anni. Se lo stipendio aumenta meno del costo della vita, il lavoratore continua a perdere potere d'acquisto. È questo il problema che ITAMIL ha denunciato durante le trattative. Durante le trattative contrattuali sono stati annunciati impegni sulla previdenza e sul riconoscimento della specificità del comparto Difesa e Sicurezza. ITAMIL aveva già espresso forti perplessità sulla possibilità di trasformare tali impegni in interventi strutturali senza finanziamenti certi e pluriennali. Oggi il quadro dei conti pubblici rende quelle preoccupazioni ancora più concrete. Il deficit al 3,1% del PIL e la permanenza dell'Italia nella procedura europea per deficit eccessivo impongono al Governo di confrontarsi con vincoli di bilancio e con la necessità di individuare coperture finanziarie effettive. Questo non significa che nuovi interventi siano automaticamente impossibili, ma che occorre stabilire quali risorse saranno realmente disponibili e quali priorità verranno finanziate.

 IL CONTRATTO È STATO FIRMATO.

IL POTERE D'ACQUISTO NON È STATO RECUPERATO.

LE PENSIONI E LA SPECIFICITÀ ATTENDONO ANCORA RISORSE STRUTTURALI.

IL DEFICIT È AL 3,1%.

ADESSO CHI HA FIRMATO SI ASSUMA LE PROPRIE RESPONSABILITÀ E IL GOVERNO DIMOSTRI CON I FATTI QUANTO VALGONO LE PROMESSE FATTE AI SERVITORI DELLO STATO!<

I COLLEGHI SCELGANO BENE LA PROPRIA ADESIONE SINDACALE !

 

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