ITAMIL non arretra: avanti nella contrattazione del triennio 2025-2027 con la Presidenza del Consiglio dei Ministri

27.05.2026

Il giorno 26 maggio c.a., una delegazione di ITAMIL, composta dal Vice Segretario Generale, Dott. Gianluca BERARDI, dal Presidente del Dipartimento comunicazione e stampa, Dott. (PhD) Mario MASDEA, dal Presidente del Dipartimento trattamento economico e previdenza, Pietro RICCI, ha partecipato a Roma all'incontro tra il Dipartimento della Funzione Pubblica e le APCSM per la firma del contratto di lavoro relativo al triennio 2025-2027.

Nel corso dell'incontro, presieduto dal Dott. Eugenio GALLOZZI, Direttore dell'Ufficio per le relazioni sindacali delle pubbliche amministrazioni, sono stati illustrati gli interventi correttivi, già precedentemente rivendicati dalle Associazioni, apportati alla bozza di contratto coerentemente con le risorse finanziarie a disposizione, nonché le modifiche proposte al decreto-legge sulla Pubblica Amministrazione di prossima promulgazione e alla legge 46 del 28 aprile 2022.

I nostri delegati, pur esprimendo il sentito apprezzamento per lo sforzo compiuto e per l'apertura normativa a favore delle rappresentanze sindacali militari, hanno ribadito, con fermezza e dovizia di argomentazioni tecniche, l'indisponibilità di ITAMIL a siglare il contratto 2025-2027 a causa dell'esiguità degli aumenti retributivi concessi, del mancato accoglimento della maggior parte delle proposte avanzate e per la mancanza di concrete garanzie in merito a stanziamenti compensativi nel contratto relativo al prossimo triennio.

Difatti, si ritiene che la disponibilità ottenuta in merito all'estensione temporale del distacco sindacale e al principio di concertazione da integrare nei necessari emendamenti alla citata legge 46 non possa in alcun modo compensare la mancanza degli adeguamenti economici richiesti, né attenuare la frustrazione dei colleghi in uniforme che registrano, ancora una volta, l'apprezzamento esclusivamente morale da parte delle autorità politiche senza che ad esso corrisponda un tangibile ritorno economico.

Le concessioni a favore dei dirigenti sindacali non possono fungere da contrappeso ai sacrifici richiesti ai lavoratori militari; ITAMIL non è disposta a barattare l'estensione, logica e doverosa, dei diritti sindacali con il benessere economico dei propri iscritti.

Il contesto geopolitico

Pur consci della limitatezza degli stanziamenti di bilancio e del delicato momento inflattivo ed energetico che impatta sugli scenari macroeconomici, si sottolinea, oggi più che mai, la centralità dello strumento militare nel complesso quadro geopolitico internazionale e, dunque, la necessità di garantire a tale assetto di sicurezza le necessarie risorse per operare adeguatamente e valorizzare il sacrificio delle donne e degli uomini che quotidianamente sono impegnati a garantire la difesa delle libertà.

Posizione ITAMIL

Infine, i nostri delegati hanno ribadito la propria futura disponibilità alla firma del contratto a patto che le misure economiche a favore del personale militare e quelle migliorative della qualità della vita lavorativa, come il proposto "cloud working" siano accolte in misura sostanziale e non residuale, svilendo, nei fatti, la professionalità di quanti indossano le stellette.

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