Pietro Ricci, a seguito dell’incontro del 26 maggio presso la Funzione Pubblica sul rinnovo contrattuale 2025–2027, conferma una posizione chiara e non negoziabile.
Le condizioni economiche proposte non sono sottoscrivibili, perché non tengono conto della perdita reale del potere d’acquisto e dell’aumento delle responsabilità del personale militare.
ITAMIL ritiene imprescindibile partire da una base concreta e dignitosa di incremento economico, che si avvicini il più possibile ai 200 euro netti mensili, ritenendo comunque necessario un adeguamento reale e significativo, anche qualora le risorse disponibili non consentissero di raggiungere pienamente tale obiettivo.
Le famiglie dei militari risultano oggi al limite della sostenibilità economica, schiacciate dall’aumento del costo della vita e da retribuzioni che non garantiscono più dignità e stabilità quotidiana.
Le aperture su aspetti normativi e diritti sindacali non possono essere usate come contropartita economica. ITAMIL rifiuta qualsiasi logica di scambio tra diritti e salario.
ITAMIL resterà al tavolo della contrattazione con spirito costruttivo, lavorando per ottenere un incremento economico serio e dignitoso per il personale. Se le risorse messe a disposizione non saranno adeguate a garantire un risultato concreto e rispettoso della professionalità dei militari, ITAMIL non firmerà il contratto: la dignità del personale non è in vendita.
PIETRO RICCI
Presidente del Dipartimento Trattamento Economico e Previdenza ITAMIL
