ITAMIL:“Siamo vicini ai colleghi delusi: le vostre proposte sono state trasmesse ma non vengono ascoltate”richiesta di audizione Al Presidente della Commissione Difesa della Camera dei Deputati On. Nino Minardo.

“Siamo vicini ai colleghi delusi: le vostre proposte sono state trasmesse ma non vengono ascoltate”
Al Presidente della Commissione Difesa della Camera dei Deputati On. Nino Minardo
Oggetto: Richiesta audizione urgente – mobilità del personale, tutela della famiglia, disabilità, criticità applicative Legge 46/2022
Premessa
La presente proposta non intende discutere nel merito delle problematiche relative alla mobilità del personale, in quanto l’attuale quadro normativo – con particolare riferimento alla Legge 28 aprile 2022 n. 46 e alle disposizioni del Decreto Legislativo 15 marzo 2010 n. 66 – qualifica tali materie come attinenti al servizio.
Tuttavia, si evidenzia la necessità di un intervento legislativo urgente, poiché la stabilità familiare incide direttamente sul lavoro, sulla salute del personale e sull’efficienza dello strumento militare. In tale ottica, uno strumento funzionale di rappresentanza deve essere coerente e complementare con i processi di riforma della sanità militare e dello strumento militare nel suo complesso.
Onorevole Presidente,
ITAMIL ESERCITO le rivolge formale richiesta di audizione urgente al fine di rappresentare le rilevanti criticità connesse alla mobilità del personale militare, all’avvicendamento e al pendolarismo, problematiche che hanno ormai assunto una evidente dimensione sociale.
Famiglie divise dal lavoro per anni, invecchiamento del personale, alto costo della vita, insufficiente disponibilità alloggiativa, situazioni di disabilità che coinvolgono militari o loro familiari e salari non allineati all’aumento dei prezzi costituiscono un quadro complesso che incide direttamente sulla stabilità sociale dei servitori dello Stato, in attuazione dei principi di cui agli articoli 2, 3, 29, 31, 32, 36, 52 e 97 della Costituzione.
Abbiamo trasmesso al DIPE, unitamente ad altre due sigle dell’Esercito, un documento contenente osservazioni e proposte migliorative finalizzate a rendere il sistema dei trasferimenti più equo, trasparente e maggiormente orientato alla tutela familiare.
Tuttavia, dall’ultima direttiva trasmessa al personale, le proposte formulate non risultano minimamente prese in considerazione.
Ciò alimenta un diffuso malessere tra i colleghi e rafforza la percezione di una distanza tra le istanze rappresentate e le decisioni assunte.
L’attuale perimetro applicativo della Legge 46/2022, unitamente ad una interpretazione particolarmente rigorosa in ambito Forza Armata, limita significativamente la possibilità per le APCSM di trattare in modo incisivo le problematiche relative all’avvicendamento, spesso ricondotte alla “materia di servizio”, ai sensi degli articoli 1475 e seguenti del Decreto Legislativo n. 66/2010.
Tale impostazione riduce lo spazio di confronto su tematiche che, per gli effetti prodotti dal cosiddetto “Modello Difesa 244”, derivante dalla Legge 31 dicembre 2012 n. 244 – riduzione organici, reparti e infrastrutture – incidono direttamente sulla vita familiare e sociale del personale.
Il pendolarismo, le famiglie divise dal lavoro, salari insufficienti, il costo della vita, la scarsa disponibilità di alloggi demaniali, l’assenza di baby parking e asili nido all’interno delle caserme, la mancanza di corriere militari per il trasporto del personale tra le stazioni e i reparti, insufficienti convenzioni sul trasporto pubblico nazionale a favore dei militari, hanno favorito separazioni, divorzi, impossibilità a costruirsi una famiglia, basso andamento della procreazione di figli e situazioni di sovraindebitamento.
Tali fattori incidono fortemente sulle famiglie, sullo stato di salute dei militari e sul rendimento nel servizio, anche in considerazione dell’invecchiamento del personale.
Uno strumento di rappresentanza sociale non può essere trattato con formalità e in maniera rigida oppure adeguandosi esclusivamente alle condizioni della Forza Armata, ma deve essere complementare alla riforma della Forza Armata stessa; insieme occorre individuare soluzioni a breve, medio e lungo termine.
ITAMIL ESERCITO non intende essere il “parafulmine” del malessere generato da limiti normativi e applicativi che non consentono una piena trattazione delle problematiche sociali connesse alla mobilità.
Le nostre proposte sono:
1)Riforma della Legge 46/2022 che consenta alle APCSM di poter trattare, in ambito normativo, materie relative alla mobilità (pianificazione), disabilità, genitorialità e ricongiungimento familiare, nel corso del rinnovo contrattuale 2025/2027 e 2028/2030, in coerenza con l’articolo 39 della Costituzione e con l’articolo 11 della CEDU in materia di libertà sindacale.
2)Riforma delle normative interne alla Legge 46/2022 ritenute in contrasto con i principi costituzionali, come la perdita dei requisiti dell’incarico elettivo quale conseguenza automatica di un provvedimento di stato, situazione che determina una disparità rispetto ad altre cariche pubbliche, le quali, ai sensi dell’articolo 27 della Costituzione, beneficiano della presunzione di non colpevolezza fino a sentenza definitiva.
3)Istituzione di un organismo arbitrale nazionale per le Forze Armate e le Forze di Polizia ad ordinamento militare nei rapporti con le APCSM, volto a garantire uniformità di trattamento e certezza applicativa, evitando situazioni disomogenee come quelle verificatesi nel solo Esercito, ove due Segretari Generali di APCSM sono stati destinatari di provvedimenti disciplinari di stato con contestuale privazione d’autorità del ruolo elettivo.
Procedere alla riforma della Sanità Militare e dello strumento militare serve a poco se non si interviene sulla funzionalità della rappresentanza sindacale e sull’eliminazione di alcune limitazioni della Legge 46/2022, riforme che possono essere realizzate senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, ai sensi dell’articolo 81 della Costituzione.
Per tali ragioni, Le chiediamo di voler concedere una audizione urgente presso la Commissione Difesa, affinché si possa aprire un confronto istituzionale serio e strutturato su un tema che coinvolge migliaia di famiglie militari e che non può restare inascoltato.
Certi della Sua attenzione, restiamo in attesa di cortese riscontro.
Con osservanza.
ITAMIL ESERCITO
Firmato e sottoscritto ad unanimità da tutti i Co Fondatori, Dirigenti Nazionali e Regionali ITAMIL ESERCITO: Sardegna, Sicilia, Basilicata, Puglia, Campania, Lazio, Abruzzo, Marche, Umbria, Toscana, Emilia Romagna, Lombardia, Veneto, Trentino Alto Adige, Piemonte, Valle d’Aosta, Liguria, Friuli Venezia Giulia.
Palermo 21/2/2026
