La pressione cresce: per la prima volta interviene il Ministro. Ora tocca alla piazza.

Le parole, da sole, non migliorano le condizioni di chi indossa una divisa. Servono fatti, risorse e scelte concrete. Da troppo tempo il personale militare attende risposte su retribuzioni, previdenza e tutela del proprio futuro, mentre gli impegni vengono rinviati e le promesse si susseguono senza risultati tangibili.
ITAMIL, insieme a Si.Na.Fi. (Guardia di Finanza), NSC (Carabinieri), SILMM (Marina) e USAMI Aeronautica, continua a portare avanti una battaglia comune con serietà, responsabilità e determinazione, dando voce alle legittime aspettative di tutto il personale in uniforme.
Non chiediamo privilegi, ma il giusto riconoscimento per donne e uomini che ogni giorno garantiscono la sicurezza del Paese, spesso affrontando sacrifici personali e familiari.
Il 18 luglio facciamo sentire insieme la nostra voce. La partecipazione è il modo più concreto per dimostrare che dignità, rispetto e diritti non possono più essere rinviati. Solo uniti possiamo ottenere risposte concrete e costruire un futuro migliore per tutto il comparto Difesa e Sicurezza.
ITAMIL
