LEGGE DI BILANCIO 2027 NON C'È NIENTE PER I MILITARI COMPLIMENTI A TUTTI I COLLEGHI CHE CONTINUANO AD ISCRIVERSI CON LE SIGLE SINDACALI FIRMATARIE DEL CONTRATTO E CHE ADESSO SI LAMENTANO?

Bilancio 2027: risorse per le Forze di polizia, niente di analogo per i militari
ITAMIL ESERCITO contesta le scelte contenute nel disegno di legge di bilancio 2027. Per il personale delle Forze di polizia risultano previsti stanziamenti aggiuntivi destinati al FESI e al pagamento degli straordinari; per Esercito, Marina e Aeronautica, invece, non si intravedono misure equivalenti.
Le cifre indicate per le Forze di polizia ammontano a circa 90 milioni di euro per il FESI e 50 milioni per gli straordinari.
Per il personale militare, secondo quanto rileva ITAMIL, non sono previsti fondi aggiuntivi con le stesse finalità.
Non si può chiedere ai militari disponibilità, sacrifici e responsabilità senza riconoscere loro un adeguato sostegno economico e previdenziale. La specificità del servizio deve trovare riscontro concreto nelle risorse stanziate.
A oggi, il Presidente del Consiglio non ha incontrato le organizzazioni sindacali militari. Anche gli impegni prospettati dopo la firma del contratto, denuncia ITAMIL, non hanno avuto seguito. L'articolo 8-bis del D.Lgs. 195/1995 prevede la consultazione: nonostante le richieste avanzate da numerose sigle, il confronto non è stato avviato.
ITAMIL ha portato le esigenze del personale all'attenzione delle istituzioni anche durante le precedenti leggi di bilancio. Eppure, una parte dei colleghi ha scelto di aderire a organizzazioni che hanno sottoscritto i contratti e che, oggi, esprimono insoddisfazione. Promesse su carriere, pensioni e specificità non bastano: servono risultati verificabili.
La manovra, così come viene descritta, rischia di lasciare i servitori dello Stato senza risposte adeguate. Se non si sosterranno le sigle che rivendicano aumenti salariali e tutele previdenziali concrete, il personale potrebbe pagare questa scelta anche al momento della pensione. Chi non ha ancora revocato l'adesione può ancora valutare con attenzione a chi affidare la propria rappresentanza.
Le richieste di ITAMIL
Governo e Parlamento intervengano concretamente su questi punti:
Previdenza: un sistema dedicato e organico, che consideri le esigenze di tutte le categorie e generazioni, non soltanto di chi è vicino alla pensione.
FESI: risorse per l'Esercito e per il comparto Difesa in misura pari a quelle previste per le Forze di polizia.
Retribuzioni: aumenti capaci di recuperare il potere d'acquisto eroso dal costo della vita.
Trattamento accessorio e detassazione: estendere il beneficio previsto dall'articolo 3 anche a chi usufruisce già delle agevolazioni fiscali di comparto; applicare agli aumenti contrattuali, compresa la quota di tredicesima, condizioni di detassazione analoghe a quelle del settore privato, per i rinnovi già firmati e per quelli futuri.
Congedo parentale: riconoscere le maggiorazioni anche per i figli già nati ed estendere la tutela fino ai 14 anni.
Tredicesima: introdurre la detassazione.
Agibilità sindacale (non attinente alla legge di bilancio): assicurare diritti effettivi, senza misure di facciata pensate per prolungare i mandati. ITAMIL giudica inopportuno che risorse provenienti dai bilanci sindacali siano destinate al pagamento delle indennità per i dirigenti sindacali, mentre il personale affronta difficoltà economiche.
ITAMIL NON ABBASSA LA TESTA!
