Micro riordino e Sanità militare: chiarimenti doverosi dopo dichiarazioni fuorvianti

Comprendiamo che, per velocizzare la comunicazione e in assenza di un ufficio stampa strutturato, si possa fare ricorso all'intelligenza artificiale per redigere un post su Facebook. Tuttavia, prima di pubblicare, sarebbe almeno opportuno verificare l'esattezza dei contenuti diffusi.
Quando infatti si legge che tra le Associazioni Professionali a Carattere Sindacale tra militari (APCSM) – i sindacati dei militari riconosciuti dalla legge – "solo Usmia si è presentata all'audizione", non possiamo che sorridere. Un'affermazione di questo tipo, infatti, omette un elemento essenziale: diverse APCSM, tra cui ASPMI, ITAMIL, SAM Esercito, SIAMO e Libera Rappresentanza Militari, non sono state convocate a quell'audizione.
Anzi, nessuna associazione sindacale rappresentativa esclusivamente del personale dell'Esercito Italiano era presente. È difficile "non presentarsi" a un appuntamento al quale non si è mai stati invitati.
Proprio ASPMI, ITAMIL, SAM Esercito, SIAMO e Libera Rappresentanza Militari, nelle stesse ore, avevano pubblicamente denunciato la mancata convocazione di tutti i sindacati militari rappresentativi dell'Esercito Italiano, sollevando una questione di metodo prima ancora che di merito. Il tema, quindi, non è chi si sia presentato, ma quale sia stato il criterio utilizzato per selezionare le APCSM da ascoltare e per quale ragione la Presidente della 3ª Commissione permanente (Affari esteri e difesa) del Senato, Stefania Craxi, abbia ritenuto di convocare una sola associazione.
Auspichiamo che non vi siano stati favoritismi o scelte discrezionali poco trasparenti, perché un simile approccio non danneggerebbe le APCSM escluse, bensì le migliaia di militari che i sindacati SAM Esercito, SIAMO, Libera Rappresentanza Militari, ASPMI e ITAMIL rappresentano e tutelano quotidianamente.
Che vi sia stato un errore a monte, del resto, emerge chiaramente da quanto avvenuto nelle ultime ore. Il Presidente della IV Commissione Difesa di Montecitorio, onorevole Nino Minardo, ha infatti convocato tutte le APCSM, comprese quelle rappresentative dell'Esercito Italiano, per un'audizione fissata al prossimo 3 febbraio. Un segnale di attenzione istituzionale che va nella direzione giusta e che ristabilisce un principio fondamentale: il confronto con i sindacati militari deve essere inclusivo, soprattutto quando si discutono provvedimenti che incidono sullo status, sulle carriere e sulla Sanità militare.
A quell'appuntamento SAM Esercito, SIAMO e Libera Rappresentanza Militari, insieme ad ASPMI e ITAMIL, saranno ovviamente presenti, con spirito costruttivo e con proposte migliorative puntuali sul documento di riordino. Proposte frutto del lavoro di mesi dei nostri esperti e dei nostri rappresentanti sindacali, non di un software di intelligenza artificiale, ma di un confronto reale con il personale e di un'analisi approfondita delle criticità del sistema.
Tra l'altro, tra i documenti che il Dicastero ha indicato - tra quelli presentati dalle APCSM con le proposte correttive - manca quello di ITAMIL, un'altra grave mancanza sulla quale ci aspettiamo risposte.
Il micro riordino delle carriere e la revisione della Sanità militare meritano competenza, trasparenza e rispetto del ruolo di tutti i sindacati militari.
Noi siamo qui a pretenderlo, nell'interesse esclusivo dei militari dell'Esercito Italiano.
Roma, 29 gennaio 2026
Firmatari
Associazione Sindacale Professionisti Militari
Il Segretario Generale
Francesco GENTILE
ITAMIL
Il Presidente
Sandro FRATTALEMI
Sindacato Autonomo dei Militari
Il Segretario Generale
Antonino DUCA
Libera Rappresentanza dei Militari
Il Segretario Generale
Marco VOTANO
Sindacato Italiano Autonomo Militare Organizzato
Il Segretario Generale
Mauro PALMAS
