Proposta di misure emergenziali a sostegno del personale militare e delle famiglie, a tutela del potere d’acquisto e della coesione delle Forze Armate.

23.10.2026

Signor Ministro,

la fase che il Paese attraversa richiede alle Forze Armate un impegno crescente, una costante disponibilità e un contributo determinante alla sicurezza nazionale.

A tali responsabilità deve corrispondere un'attenzione altrettanto concreta alle condizioni di vita del personale militare e dei rispettivi nuclei familiari, sui quali l'aumento del costo dei beni essenziali, dell'energia e dei servizi incide con particolare gravosità, anche in ragione del pendolarismo, dei trasferimenti e degli obblighi connessi alla professione.

Il principio di specificità della condizione militare, riconosciuto dall'articolo 19, comma 1, della legge 4 novembre 2010, n. 183, richiama espressamente la peculiarità dei compiti, degli obblighi e delle limitazioni personali propri del servizio. A esso si affianca l'articolo 1465, comma 2, del decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, che prevede l'adozione, da parte dello Stato, di misure effettive volte ad assicurare ai militari un dignitoso trattamento di vita. Tali disposizioni costituiscono un fondamento istituzionale della richiesta, ferma restando la necessità degli specifici provvedimenti attuativi e delle relative coperture.

In questo quadro, ITAMIL Esercito sottopone alla Sua attenzione dieci interventi mirati. La tutela del potere d'acquisto non risponde soltanto a un'esigenza economica: concorre a preservare la serenità delle famiglie, la fiducia nelle istituzioni e quella coesione che rappresenta una condizione essenziale per la solidità dello strumento militare.

1. Carburante presso i depositi militari a tariffa convenzionata. Consentire al personale militare di acquistare benzina e gasolio, per le proprie esigenze di mobilità privata, presso i depositi carburanti dell'Esercito, a tariffe convenzionate. La misura offrirebbe un beneficio soprattutto ai pendolari e alle famiglie gravate da spostamenti ricorrenti. La sua attuazione richiede una preventiva verifica della disciplina fiscale e contabile applicabile, delle autorizzazioni necessarie, delle condizioni di accesso e sicurezza e della separazione fra fabbisogni istituzionali e rifornimenti privati, assicurando in ogni circostanza la priorità delle esigenze operative. Ove necessario, si chiede di promuovere gli interventi normativi che rendano praticabile tale utilizzo.

2. Estensione dei benefici riconosciuti presso i comandi NATO. Individuare i benefici e i servizi attualmente accessibili al personale presso i comandi NATO e valutarne l'estensione all'intero personale militare nazionale, secondo criteri omogenei. L'iniziativa potrebbe ampliare l'accesso ad agevolazioni utili alla vita quotidiana; occorrerà accertare, per ogni beneficio, la compatibilità giuridica, la platea dei destinatari e gli eventuali oneri per l'Amministrazione, senza presumere la disponibilità di risorse dell'Alleanza.

3. Buoni pasto. Prevedere, su richiesta del personale, il riconoscimento di buoni pasto del valore di 7 euro in tutte le caserme, quale misura di sostegno alle spese alimentari. Per assicurarne un'applicazione effettiva e uniforme, si chiede di verificare le condizioni di compatibilità con il trattamento alimentare e con il servizio mensa, nonché gli eventuali adeguamenti normativi e le risorse necessarie, evitando disparità ingiustificate tra enti e reparti.

4. Colonnine di ricarica a tariffa convenzionata. Installare, nelle caserme e nelle altre infrastrutture militari idonee, colonnine per la ricarica dei veicoli elettrici, con tariffe convenzionate per il personale. L'intervento potrebbe contenere i costi di mobilità per gli interessati; occorre verificarne la sostenibilità tecnica e finanziaria, la sicurezza degli impianti e le modalità di gestione, senza incidere sulle risorse indispensabili alle attività istituzionali.

5. Autocompensazione dell'orario di servizio (settimana corta). Introdurre, nei reparti e negli uffici compatibili con le esigenze di servizio, un sistema volontario di autocompensazione che consenta di effettuare un'ora aggiuntiva dal lunedì al giovedì, recuperando il corrispondente monte ore il venerdì. La diversa distribuzione dell'orario favorirebbe soprattutto i pendolari e una più equilibrata conciliazione tra impegni professionali e familiari, mantenendo invariato il monte ore complessivo e restando subordinata all'autorizzazione dei Comandi, alle esigenze operative e alla continuità dei servizi.

6. Riapertura degli spacci e dei punti vendita interni. Ripristinare gli spacci e i punti vendita interni alle installazioni militari, assumendo a riferimento il modello organizzativo dei Post Exchange (PX), per consentire l'acquisto di generi alimentari, bevande e prodotti per l'igiene e la pulizia a prezzi di costo, nei limiti consentiti dalla disciplina applicabile. La misura contribuirebbe al contenimento delle spese familiari e richiederebbe la definizione di modalità di accesso, approvvigionamento, controllo e gestione economicamente sostenibili.

7. Trasporto pubblico gratuito in uniforme mediante legge nazionale. Promuovere un'iniziativa legislativa di carattere nazionale che riconosca al personale militare in uniforme la gratuità dei viaggi su autobus, treni e traghetti, demandando alle amministrazioni competenti e ai gestori la definizione delle necessarie convenzioni attuative. Il beneficio ridurrebbe sensibilmente i costi degli spostamenti per il personale interessato e contribuirebbe alla visibilità delle istituzioni sui mezzi pubblici, con un possibile effetto positivo sulla percezione di sicurezza dei viaggiatori, senza attribuire ai militari ulteriori funzioni di vigilanza. La legge dovrà individuare ambito applicativo, coperture e criteri uniformi sul territorio nazionale.

8. Smart working e cloud working. Prevedere progetti pilota di lavoro agile per attività amministrative e di supporto effettivamente eseguibili a distanza, anche in presenza di documentate necessità familiari. L'utilizzo di strumenti e piattaforme digitali istituzionali sicuri (cloud working) dovrà costituire il supporto tecnico alle attività autorizzate, non una distinta forma di impiego. Occorrono criteri uniformi e trasparenti, protezione dei dati e rigorosa esclusione delle attività incompatibili con la sicurezza. Per il personale tenuto alla presenza fisica andranno considerate, ove possibile, equivalenti opportunità di flessibilità organizzativa.

9. Ripristino dei servizi di presidio. Ripristinare e rendere nuovamente fruibili i servizi di presidio nelle sedi in cui risultano sospesi. Il recupero di tali servizi offrirebbe al personale e alle famiglie un sostegno di prossimità, con possibili vantaggi in termini di tempo e spese quotidiane. A tal fine, si propone una ricognizione delle strutture, dei fabbisogni effettivi e dei costi necessari alla riattivazione.

10. Affidamento a operatori esterni delle strutture inutilizzate. Adottare gli atti attuativi necessari per consentire il riutilizzo, mediante procedure celeri e trasparenti, dei locali delle caserme già destinati a pizzerie, spacci e altri servizi, affidandone la gestione a imprese esterne qualificate. L'iniziativa permetterebbe di ampliare l'offerta di servizi a prezzi contenuti per il personale e le famiglie e potrebbe contenere taluni costi di gestione per la Difesa, fermo restando il rispetto della disciplina sulle concessioni, della concorrenza e delle prescrizioni di sicurezza.

ITAMIL Esercito chiede, pertanto, un Suo autorevole impulso all'individuazione e all'adozione, con la necessaria tempestività, dei provvedimenti di competenza del Dicastero, nonché alla promozione delle iniziative legislative e degli accordi interistituzionali indispensabili per le misure che eccedono tale ambito.

A questo scopo, proponiamo l'apertura di un confronto tecnico-istituzionale entro 30 giorni, finalizzato a definire per ciascun intervento amministrazioni responsabili, condizioni di fattibilità, platea dei beneficiari, eventuali oneri e tempi di attuazione.

Riteniamo opportuno prevedere, per le misure effettivamente praticabili, una sperimentazione della durata di dodici mesi, con una valutazione documentata dei risparmi conseguiti dal personale, dei costi sostenuti e degli effetti sull'organizzazione. L'obiettivo è privilegiare soluzioni che utilizzino al meglio strutture e risorse disponibili, senza presupporre che tutte le proposte siano realizzabili a costo zero. Eventuali fondi nazionali, europei o NATO potranno essere considerati soltanto previa verifica della loro effettiva ammissibilità rispetto alle finalità delle singole iniziative.

Nel momento in cui alle Forze Armate si richiede un impegno sempre maggiore a presidio della sicurezza del Paese, sostenere concretamente le condizioni di vita di chi serve lo Stato significa rafforzare il legame di fiducia fra il personale e le istituzioni e preservare la coesione dei reparti. Confidiamo che le proposte formulate possano tradursi in un percorso di lavoro tempestivo e verificabile, orientato a risultati tangibili per i militari e per le loro famiglie.

Distinti saluti.

Il Presidente Nazionale
ITAMIL Esercito
Sandro Frattalemi

Share