QUATTRO ANNI DI LEGISLATURA: IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO NON INCONTRA I SINDACATI MILITARI- 4 a 0!

Sono trascorsi quattro anni di legislatura e il Presidente del Consiglio On. Giorgia Meloni non ha ancora incontrato i sindacati militari.
Una situazione grave e incomprensibile, soprattutto mentre il personale del Comparto Difesa e Sicurezza affronta quotidianamente un peggioramento delle condizioni economiche e sociali.
Il rinnovo contrattuale 2025/2027 si presenta povero di risorse, si prospettano aumenti al di sotto delle 60 euro, peggio del triennio 22/24 insufficiente rispetto all’aumento del carburante, del costo della vita, del pendolarismo e del crescente indebitamento delle famiglie militari.
Da oltre vent’anni si parla di previdenza dedicata, ma ancora oggi uomini e donne delle Forze Armate e delle Forze di Polizia continuano a non avere una tutela previdenziale costruita sulle reali peculiarità del servizio in uniforme: disponibilità permanente, impiego operativo continuo, missioni, sacrifici familiari e limitazioni personali che nessun altro comparto vive con la stessa intensità.
Non si riesce nemmeno ad intervenire concretamente sulla piena agibilità sindacale e sulle criticità della Legge 46/2022 interventi a costo zero per il paese, una legge assurda che continua a limitare la reale rappresentanza del personale militare, mentre permane il problema della di decadenza automatica dalla carica sindacale elettiva a seguito di provvedimenti disciplinari di Stato, anche quando derivano da semplici critiche sindacali rivolte ad autorità politiche e istituzionali.
Come se non bastasse, il Comparto Difesa è stato escluso dal cosiddetto Pacchetto Sicurezza, con la bocciatura in Parlamento di emendamenti favorevoli ai militari, dimostrando ancora una volta una scarsa attenzione verso chi garantisce ogni giorno la sicurezza dello Stato.
Una situazione non più accettabile per chi serve la Nazione con disciplina, onore, disponibilità permanente e spesso mettendo a rischio la propria vita.
ITAMIL chiede con forza al Presidente del Consiglio un incontro urgente, serio e risolutivo.
Non si possono continuare ad ignorare oltre 100.000 servitori dello Stato che, insieme alle proprie famiglie, attendono risposte concrete e non più promesse.
