RINNOVO DEL CONTRATTO: LE PROMESSE NON BASTANO PIÙ ITAMIL NON FIRMERÀ IL CONTRATTO “ TUTTI IN PIAZZA IL 18 LUGLIO - 10 PULLMAN GRATUITI A DISPOSIZIONE”

10.07.2026

Nell'incontro urgente di ieri in Funzione Pubblica non è stato aggiunto nemmeno un euro rispetto all'ultima proposta, quella stessa proposta che, fino a pochi giorni fa, tutte le sigle sindacali definivano insufficiente e non firmabile.Eppure qualcosa è cambiato. Alcune sigle hanno improvvisamente cambiato posizione. E sono proprio quelle che hanno scelto di non essere in piazza con noi il 18 luglio a Roma.Ancora una volta ci vengono offerte promesse sulla specificità del comparto e sulla previdenza, con la rassicurazione che "esiste uno spiraglio". Ma queste promesse le ascoltiamo dal 1995, da quando il passaggio dal sistema retributivo a quello contributivo avrebbe imposto ai governi di affrontare concretamente il problema previdenziale del personale militare e del comparto sicurezza e difesa.Da allora si sono succeduti governi di ogni colore politico, ma le soluzioni non sono mai arrivate.C'è chi sostiene che, eventualmente, si potrà manifestare ad ottobre e non adesso. È un errore.Luglio è il mese in cui il MEF definisce le risorse da destinare alla Legge di Bilancio e decide quali capitoli finanziare. Ad ottobre il Documento Programmatico di Bilancio viene inviato a Bruxelles e, a quel punto, gli spazi di manovra sono praticamente inesistenti.Aspettare significa perdere l'occasione di incidere davvero.E poi c'è un altro aspetto che non può essere ignorato, il tavolo sulla previdenza partirebbe soltanto 90 giorni dopo la firma del contratto.Avete letto bene! Prima si firma il contratto, poi (forse) si discuterà del resto.Non sono garanzie. Non sono impegni concreti. Sono promesse rinviate ancora una volta nel tempo.Per questo oggi, più di ieri, il 18 luglio a Roma rappresenta l'unica vera occasione per far sentire la nostra voce e manifestare il nostro malcontento.Se vogliamo rispetto, riconoscimento e risposte concrete, il momento di farci sentire è adesso. Non ad ottobre. Non dopo la firma. Adesso.

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